Ma davvero siamo in ripresa?

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    • #2699
      Mastic
      Amministratore del forum

      Da tempo mi trovo a leggere e commentare i dati positivi del mercato motociclistico, e la stessa Ancma nei suoi comunicati scrive che la ripresa delle vendite è legata in parte al rinnovo di un parco circolante ormai troppo datato.
      Ora però, uscendo dal nostro microcosmo, viene fuori che è tutta l’industria italiana a segnare, per il quinto mese consecutivo, un aumento della produzione. A giugno si è segnato un +5,3% su base annua. E oggi ilSole24Ore scrive che adesso qualcuno comincia a crederci per davvero: che, nonostante la debolezza e l’incertezza della ripresa, l’economia italiana sia finalmente arrivata a un punto di svolta.
      Dopo i dati positivi rilevati dall’Istat negli ultimi mesi sui consumi e il lieve calo della disoccupazione, anche l’indice della produzione industriale relativo al mese di giugno spinge all’ottimismo, con un incremento inatteso dell’1,1% su base mensile (mentre le previsioni erano di un lieve calo) e del 5,3% su base annua, ovvero il quinto rialzo tendenziale consecutivo, nonché il più robusto dalla fine del 2016. Nella media del trimestre l’incremento registrato risulta così dell’1,1% rispetto al primo trimestre 2017, mentre nei primi sei mesi dell’anno la variazione è stata del +2,2%.
      Il balzo, inatteso nella sua entità, è dovuto in particolare agli ottimi risultati registrati dell’industria farmaceutica (+18,5% su base annua), dei mezzi di trasporto (+13,6%; l’auto fa +19,9%) e dell’energia (+9,8%). Ma, altro aspetto significativo dei dati di giugno, la crescita sostenuta interessa praticamente tutti i settori produttivi, con la sola eccezione dell’industria del legno, della carta e della stampa, che perde l’1,1%.
      Considerando che quello di giugno è il quinto rialzo consecutivo della produzione industriale, e che segue un altro rialzo importante, quello del 2,8% registrato a maggio, l’auspicio è che i segnali di ripresa non siano soltanto un fuoco di paglia, ma la conferma del consolidamento di una vera ripartenza.

      In un corsivo a margine, il quotidiano economico scrive che si tratta probabilmente dei primi effetti del Piano Industria 4.0, che, come ricorda il ministro Calenda, ha visto l’investimento di un miliardo di euro per il Fondo di Garanzia, il credito di imposta per ricerca e sviluppo e la finanza per la crescita.
      E anche il Financial Times -lo sottolinea ancora Il Sole- ha ricordato la serie di dati positivi che hanno caratterizzato l’economia italiana nelle ultime settimane: dal rialzo delle stime sul Pil da parte del Fondo Monetario Internazionale (+1,3% nel 2017 e in media +1% nel periodo 2018-2020), agli indici sui consumi e sul lavoro. Ma nello stesso articolo il quotidiano britannico ricorda che questi segnali di ripresa sono ancora deboli e contrastanti e che potrebbero perciò non essere confermati negli anni successivi, visto il permanere di elementi negativi strutturali, quali la costante incertezza politica, l’entità ancora insufficiente degli investimenti e il mancato completamento dell’agenda di riforme annunciate dai governi Renzi e Gentiloni.

      Davvero siamo in ripresa? A livello di indicatori economici sono convinto anche io che già da un po’ si sia imboccata la strada della crescita. Ha ragione il Governo, prima Renzi e poi Gentiloni, a vantare il risultato.
      Peccato sia una vittoria di Pirro. Perché noi questa ripresa non la vediamo. La vediamo molto poco dal punto di vista economico. Perché non credo significhi una ripresa dell’occupazione. Malgrado i numeri, che però dimenticano come sia aumentato molto il precariato. E come sia sceso il livello dei salari per i precari. E’ una forma nuova di schiavitù, che da giornalista libero professionista conosco bene. E questi soldi in più che entrano, a parte un po’ di tasse (quando le aziende, come FCA non scelgono di diventare straniere), e alcuni posti di lavoro in più, per noi non resta niente.
      Quello che è sparito in molti casi è il tessuto della piccola industria. Dell’indotto delle grandi aziende, divorato da una corsa al ribasso per accaparrarsi le commesse. E intanto la globalizzazione (che a parole ci fa incazzare, ma poi tutti vogliamo comprare prodotti a prezzi stracciati) fa sì che anche per i premontati ci siano aziende dall’altra parte del mondo che producono per tutti, con evidenti economie di scala che fanno crollare i costi.
      Secondo voi la ripresa c’è davvero? E sarà un fatto positivo anche per noi? O passerà sopra le nostre teste?

      • Questo topic è stato modificato 4 anni, 5 mesi fa da Mastic.
    • #2703
      Stinger (Giangi)
      Partecipante

      Beh, c’e’ un problema di percezione che non e’ facile da risolvere.
      Oggi siamo abituati a cambiamenti rapidi, quasi in tempo reale, abbiamo notizie a portata di dita e possiamo recuperare informazioni con pochi click istantaneamente.
      I cicli economici invece si misurano in anni se non in decenni, mentre l’aspettativa generale e’ che il cambiamento arrivi subito. Non lo fara’, non lo puo’ fare, arrivera’ gradualmente.

    • #2711
      zio franco
      Partecipante

      Nel settore dei Trasporti,vista anche il recente indirizzo per la manutenzione stradale,specialmente nel settore rotabile su ferro.ci sono forti investimenti anche per il passaggio al controllo di multinazionali estere sulle principali aziende del settore che non si sapesse,sono molto ambite nel mondo per la loro tecnologia avanzata nella meccanica e nei controlli con particolare attenzione alla sicurezza
      Pare strano ma nel settore che sto curando adesso,esclusi gli Usa dall’australia al medio oriente,fino alla vecchia Europa si viaggia a tutto gas da ormai sei/nove mesi almeno

      Secondo il mio modestissimo parere i piccoli “cantieri” distribuiti sul territorio,le piccole commesse,la capillarità del risanamento del paese lasciato allo sbando da un decennio,trascina a cascata l’imprenditoria e la manifattura molto più delle grandi opere

      E molto fa anche solo la speranza,la convinzione che questo possa avvenire,la comunicazione funziona anche al contrario,non solo per far crollare le borse da parte degli speculatori
      Come diciamo da me,se non tieni il rubinetto aperto non saprai mai quando torna l’acqua

    • #2714
      Tiggy
      Partecipante

      Il miglior indicatore di ripresa economica in Italia è dato dalla quantità di tir che circola sulle autostrade, ed effettivamente l’incremento è visibile persino per me che viaggio pochino. Detto questo, il dato preoccupante è la progressiva divaricazione tra ricchi e poveri: i primi sono sempre più ricchi, gli altri sempre più poveri. La classe media, come definita ai tempi dei miei genitori, di fatto sta sparendo. Ma per tornare ai livelli del 2006, dovremo aspettare forse il 2030

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